Ludwigia inclinata var verticillata Whyte

Ludwigia inclinata var verticillata Whyte

Nome scientifico: Ludwigia inclinata var verticillata Whyte

Genere: Ludwigia

Famiglia: Onagraceae

Luogo di provenienza: America (Cuba)

Dimensioni: Altezza 10-30cm Larghezza 10-15cm

Temperatura: 18 – 28°C

Ph: 5.0 – 7.5

Luce: Media

Posizione: Centrale o laterale

Crescita: Lenta

Difficoltà: Alta

Note: La Ludwigia inclinata var verticillata Whyte tra le Ludwigie è molto particolare infatti si presenta con la classica forma delle ludwigie con foglie allungate ma di una colorazione biancastra con apici tendenti al rosa in particolari condizioni.

ludwigia whyteLa colorazione bianca denota il fatto di non avere clorofilla che rendono difficoltoso alla pianta procurarsi l’energia necessaria per il suo sostentamente , tutto ciò la colloca tra le piante rare e difficili da coltivare.

Come tutte le ludwigie un fondo ricco di sostanze , una buona dose di CO2 e luce la faranno crescere in ottima salute .

Si consiglia altresi’ di coltivarla in kh e conducibilità bassi e di non eccedere con i nutrienti in colonna perchè potrebbe andare in necrosi o distorsioni apicali irreversibili.

L’apparato radicale risulta imponente quindi predisporre un altezza di fondo necessario a mantenerle sempre coperte.

Cercare di posizionarla in modo da avere luce diretta per mantenere il bianco che nelle gemme future potrebbe andare via via a perdersi.La pianta viene spesso utilizzata come attrattiva e punto focale della vasca .

Gli acquascaper difficilmente la impiegano nei loro lavori appunto per la difficoltà di gestione.

Come già detto è una pianta a stelo quindi potare tra gli internodi, ripiantare poi quello che si è ottenuto per riprodurla.

Non si conoscono fini officinali per questa pianta

Riproduzione: Per talea

Luci e riflessi

Luci e Riflessi

Luci e riflessi

Spesso leggo nel nostro gruppo facebook una domanda complessa e articolata:

Qual’è la lampada migliore o che ne dite della plafoniera XYZ?
Ognuno propone la sua esperienza. Naturalmente parliamo di Acquario Dolce piantumato.

Vorrei premettere che non sono un fisico, non sono un biologo, non sono un chimico, tantomeno una persona che per passati professionali abbia avuto modo di approfondire volente o nolente questi aspetti riguardante Luci e riflessi

Le mie conoscenze risalgono alla fisica e scienze naturali che ho studiato a scuola circa 50 anni fa.

Dunque, dopo svariate letture in giro, ma soprattutto nell’ambito del nostro gruppo, schede, consigli, pareri, suggerimenti/chiarimenti diretti con persone bellissime e disponibili, ho una vasca che mi sta soddisfacendo, era il regalo e sogno per la mia pensione.

Il tipo di lavoro che avevo non mi permetteva di gestire una vasca perché tutto quello che è vita “va gestito e seguito istante per istante”, sono del parere che la natura ti restituisce quello che gli dai e con gli interessi.

Risolto vari problemi, standardizzato e normalizzato la gestione, parametri chimici secondo protocollo, costanti, consumi costanti, pulizia accurata settimanale, acqua sempre limpida, i pesci non soffrono di malattie, vivono e si riproducono quelli che possono, ma ho le polverose poche ma fastidiose… e allora? … Ho focalizzato sulla luce (5300 lm/6500K) ?…  il mio sistema luminoso ha uno spettro troppo sbilanciato sul blu: ho un problema residuale da risolvere:  la giusta luce….devo cambiare, cosa metto, il meglio del meglio, quanto costa, ma cosa è il meglio del meglio?

Sin dall’inizio (4 anni fa) non capivo il nesso WATT elettrici/Litri: ma la luce non si misura in watt… dicevo tra me e me.

Notavo nei negozi di illuminazione che varie luci a parità di watt (riferiti alla corrente elettrica VxI per i cultori della fisica/matematica) mostravano diverse tonalità e luminosità: cioè l’illuminazione prodotta dipendeva dall’elemento utilizzato per trasformare l’energia elettrica in luminosa.

Comunque, nel mondo acquariofilia era in uso il rapporto watt/litri, e quindi, per quanto poco convinto, seguivo questo approccio.

L’argomento Luci e riflessi per me era ancora più confuso

Poi l’avvento sul mercato della tecnologia LED, certamente risparmio energetico, ha fatto inevitabilmente cambiare i parametri di riferimento  infatti si parlerà di Lumen, ecco mi son detto, finalmente una unità di misura che ha a che fare con la luce, sarà la volta buona … ma  ….

Riparto con la ricerca di informazioni e formazione, finalmente inizio a capire la differenza tra cosa vede l’occhio umano e cosa vedono le piante, ambedue abbiamo bisogno di luce, ma l’occhio umano vede una cosa, la pianta vede o ha bisogno di qualcosa leggermente differente.

Ho visitato siti che parlano di acquacultura (Investimenti produttivi per intenderci), visitato per turismo qualche giardino universitario in ambiente acquacultura (incluso EXPO di Milano). Ecco che la nebbia inizia a diradarsi: le luci diventano sulle tonalità del “viola”.

Mi informo e mi dicono che hanno accentuato i rossi e i blu e con l’aiuto di biologi e altre figure professionali hanno individuato il giusto equilibrio delle tonalità e intensità, perché la luce per essere fitostimolante deve avere uno spettro luminoso con un determinato equilibrio tra qualità dello spettro/intensità luminosa.

Bene riparte la ricerca, produttori led per acquariofilia….. ognuno propone il meglio, tutti parlano di Lumen e Kelvin, pochi di spettro e/o altre unità di misura.

Dopo un anno finalmente si iniziano a vedere anche gli spettri, forse grazie a noi acquariofili “pignoli e pedanti” che iniziamo a migliorare il nostro “Know How” e di conseguenza la nostra sete di conoscenza e quindi spingiamo i produttori ad una maggiore trasparenza circa le tecnologie utilizzate e la qualità intrinseca vera del prodotto offerto.

Riassumo qui di sotto qualche spettro luminoso, ho omesso marche e modelli, non sto facendo un discorso di marca e del meglio. Rappresentano un prodotto di una ditta europea, tre  prodotti di tre ditte italiane, un prodotto di una  ditta cinese.

Le ditte le ho selezionate dalle risposte che ho letto nel nostro gruppo. Se sul sito mancava l’informazione, ho scritto all’ufficio informazioni della ditta e mi hanno risposto.

Sono spettri riferiti a sistemi led offerti dai venditori per vasche sui 75 cm di lunghezza circa 100 litri lordi, i lumen variano da 5300 a 2700, Temperatura tutti 6500 K, i costi vanno da cifre umane (chips cinesi) a costi astronomici (chips OSRAM altamente performanti).

Luci e Riflessi Luci e Riflessi Luci e Riflessi
Luci e Riflessi Luci e Riflessi

E allora? Certo non chiederò anche io qual è la lampada migliore, a tale risposta tutti gli amici del nostro bel gruppo hanno detto la loro e vi garantisco che in tutti i casi la marca da loro suggerita è rappresentata qui di sopra.

La risposta vera è in quello che il caro amico Andrea Mantegna mi disse e che non colsi al volo (perdonami Andrea): il risultato dei tuoi sforzi dipende dal giusto equilibrio tra cosa hai in vasca e l’energia luminosa che fornisci e ricorda in vasca ti troverai sempre quello che ci metti.

Ci sono arrivato tardi, cosa ho in vasca? Tipi di piante? Piante che in natura vivono all’ombra o al sole, in qualche stagno europeo o in qualche risaia indonesiana o meglio ancora nell’ambiente amazzonico? La luce cambia sulla superficie della nostra amata terra in funzione della latitudine, dell’arco della giornata, delle stagioni, di conseguenza le piante si sono adattate ad parametri costanti e variazioni regolari nel tempo, oltre che di temperatura (ma non solo).

E allora cosa uso come illuminazione?  La risposta che ho trovato è sempre la stessa equilibrio, probabilmente meglio una lampada con spettro uniforme,  con un Lux che sia simile a quello che troveremmo nell’ambiente naturale in cui vivono le piante da noi scelte, se poi questo soddisfa anche il nostro occhio, ancora meglio. Non parlo di costi, nota dolente al quale ognuno di noi spero abbia il suo antidolorifico specifico.

Ma questo è il bello della nostra passione provare ogni giorno, provare spesso, rischiare anche, checchè se ne dica e quindi osservare la risposta della vasca condividendo risultati e delusioni. in conclusione perchè ho scelto il titolo luci e riflessi ?

 

La riflessione: la migliore luce è dentro di noi cioè avere ben chiaro cosa vogliamo,

Il miglior riflesso è quello che attraverso i nostri occhi ci rende felici per aver realizzato il nostro sogno.

 

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Articolo scritto da Giovanni Vinci e impaginato da Marco Ferrara

 

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